Muoviti al ritmo di Iko Iko
Vediamo un raggio di sole e il corpo ci chiede movimento. Dato che le restrizioni sono ancora in vigore, dovremo muoverci a casa. Per questo, la piattaforma TikTok torna a essere il social network ideale per condividere video brevi e divertenti con il resto della community. Questa volta, la moda più recente è ballare in coppia la canzone “Iko Iko” di Justin Wellington.
È molto divertente vedere i vari video e come una stessa coreografia possa risultare così diversa a seconda di chi la balla. E questo nonostante, a prima vista, la danza in sé non sembri molto complicata. Certo, è facile dirlo da fuori e senza che nessuno abbia visto come balliamo noi!
Se ancora non l’avete provata, qui trovate alcuni video in cui i più sfacciati ci mostrano i diversi passi da seguire.
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♬ Iko Iko - Justin Wellington
@nathanlust Adoro questa danza 🔥
♬ Iko Iko - Justin Wellington
Potete vedere gli altri video e le coreografie qui:
Questa volta, la versione di “Iko Iko” di Justin Wellington ha superato i confini di TikTok ed è arrivata su Reels, lo strumento di Instagram che ruota anch’esso intorno ai video brevi caricati dagli utenti.
UNA CANZONE ORIGINALE DEL XX SECOLO!!!
Questa non è l’unica versione di “Iko Iko”. Non basterebbero le dita di una mano per contare tutte le versioni esistenti dalla sua creazione, nel 1953.
Una delle versioni più di successo e conosciute fu quella realizzata all’inizio degli anni ’80 (1982) dalla band britannica femminile The Belle Stars; anche se la sua maggiore popolarità arrivò 6 anni dopo, quando fu inclusa nella colonna sonora del film “Rain Man”, con protagonisti un giovanissimo Tom Cruise e Dustin Hoffman.
La sua vera origine risale al 1953. James “Sugar Boy” Crawford la compose nel 1953 e la intitolò “Jock-a-Mo”. Una delle prime versioni e, senza dubbio, la più controversa, emerse nel 1965, quando il gruppo femminile The Dixie Cups iniziò a cantare in modo informale e improvvisato una canzone che avevano imparato da loro madre. La chiamavano “Iko Iko”, un canto di chiamata e risposta. I loro manager decisero di includerla nel disco successivo delle cantanti, così quando James “Sugar Boy” Crawford la ascoltò, presentò una denuncia per plagio che gli permise di ottenere il 25% dei diritti di riproduzione pubblica dell’opera. Più tardi, furono gli stessi manager delle artiste a denunciarle, ma non riuscirono a “portare a casa la vittoria”.
Questa è solo una dimostrazione della rivoluzione che questa melodia ha causato fin dalla sua nascita e che, a quanto pare, ancora oggi è di moda tra i più giovani.
Balliamo?


