Immagina di chiamare tua madre e, nel tono della sua voce, nelle sue pause, nel suo respiro, poter leggere un messaggio nascosto: “mi sento sola”. Questa capacità di ascoltare ciò che il cuore tace è ciò che ha trasformato il progetto Pérgola di Telefónica in molto più di un esperimento tecnologico: una porta verso la cura preventiva e il benessere emotivo.
La notizia pubblicata su NextSpain raccontava come, tramite biomarcatori vocali basati sull’intelligenza artificiale, Telefónica e il Comune di Valladolid siano in grado di rilevare la solitudine indesiderata nelle persone anziane con una precisione superiore all’80%. “Si utilizzano biomarcatori vocali basati sull’intelligenza artificiale per analizzare, attraverso la voce e il parlato, la rilevazione della solitudine indesiderata e lo stato di benessere emotivo”, spiegava la sua direttrice territoriale. Un’idea che nasce dall’emozione, dalla memoria e dall’empatia: trasformare un luogo di incontro fisico, come la Pérgola del Campo Grande, in uno spazio digitale di accompagnamento.
In SPC, condividiamo questa visione. Perché crediamo che la tecnologia possa essere anche compagnia, tranquillità e vicinanza, specialmente quando è progettata pensando a chi ne ha più bisogno. Questo è lo scopo di SPC Care, una app che facilita la vita delle persone anziane e dei loro caregiver, permettendo la gestione remota del dispositivo dal cellulare di un familiare o persona di fiducia, conoscere la sua posizione in tempo reale e ricevere avvisi di sicurezza.
Grazie a SPC Care, i caregiver possono regolare il volume, cambiare la dimensione del carattere, configurare il pulsante SOS o controllare il livello della batteria del telefono dell’anziano senza bisogno di essere fisicamente con lui. Ricevono anche notifiche se il dispositivo è stato inattivo, se il pulsante di emergenza è stato premuto o se vengono rilevati cambiamenti insoliti. Tutto questo rende SPC Care un ponte emotivo e tecnologico tra le generazioni, aiutando a ridurre il divario digitale e, soprattutto, a combattere la solitudine indesiderata.
Ma al di là delle soluzioni, è importante comprendere il contesto. In Spagna, il 20% degli adulti si sente solo e il 13,5% soffre di solitudine cronica, secondo il Portal Mayores PMP. Il Barometro della Solitudine 2024 rivela che due persone su tre che ne soffrono lo fanno da più di due anni. E la Scala della Solitudine di De Jong Gierveld, strumento di riferimento internazionale, ha confermato il forte legame tra isolamento e benessere emotivo (Scielo).
A questa realtà si aggiunge un fattore decisivo: il divario tecnologico. Secondo il recente Studio sull’uso della tecnologia tra i nostri anziani realizzato da SPC, 9 anziani su 10 sopra i 70 anni hanno difficoltà a usare il loro telefono cellulare, e il 78% dei familiari ritiene che questa difficoltà limiti la loro integrazione sociale. Inoltre, il 61% considera che un telefono configurabile da remoto li farebbe sentire più connessi, e il 86% crede che migliorerebbe la loro autonomia e sicurezza.
Questi dati riflettono una realtà che in SPC conosciamo bene: la tecnologia può essere una barriera o un’opportunità. Per questo lavoriamo affinché sia la seconda. Con sviluppi come SPC Care, il nostro marchio promuove un nuovo modello di tecnologia senior, accessibile e emotivamente intelligente, che unisce invece di separare.
Perché prendersi cura significa anche ascoltare, anticipare, accompagnare. E perché ogni progresso tecnico ha senso solo quando aiuta qualcuno a sentirsi meno solo.
La strada aperta da Telefónica con Pérgola e rafforzata da progetti come SPC Care dimostra che il futuro del benessere passa attraverso una tecnologia più umana. Una tecnologia che non solo connette dispositivi, ma persone.
La solitudine è una voce silenziosa. E SPC Care vuole essere l’orecchio che la ascolta.
SPC Care: telefonia per anziani con senso.
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