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[BLOG] LA GENERAZIONE INTELLIGENTE

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El primer móvil ya no es solo un móvil

Il primo cellulare non è più solo un cellulare

Irene Manterola

C’è stato un tempo in cui il primo cellulare arrivava molto più tardi.E, di solito, serviva per una sola cosa: chiamare a casa. Oggi quella conversazione inizia prima. Molto prima. Perché il primo dispositivo non è più solo un telefono. È anche fotocamera, musica, video, giochi, messaggi, ricerche, apprendimento e, in molti casi, il primo vero contatto con internet. E questo fa sì che molte famiglie vivano questo momento con un misto di entusiasmo e vertigine. Molto più che “avere un cellulare” Per molti bambini, ricevere il loro primo dispositivo significa qualcosa di importante: iniziare a guadagnare autonomia. Potersi parlare con gli amici. Ascoltare la propria musica. Fare foto. Essere localizzati quando iniziano ad andare da soli a certe attività. Sentire di avere un piccolo spazio tutto loro. Il problema è che, molte volte, gli smartphone tradizionali aprono troppe porte fin dal primo giorno. E lì sorgono domande che qualche anno fa quasi non esistevano: Ha già bisogno dei social network? Deve avere accesso completo a internet? Quali applicazioni sono adatte alla sua età? Come evitare che faccia passi troppo veloci? La maggior parte delle volte, la vera sfida non è il dispositivo.È tutto ciò che gli gira intorno. La conversazione è cambiata Prima, la grande domanda era: “quando gli diamo un cellulare?” Ora forse la domanda è un’altra: “come vogliamo che sia la sua prima esperienza digitale?” Non tutte le famiglie cercano la stessa cosa.E non tutti i bambini sono pronti allo stesso tempo. Alcuni hanno bisogno solo di un dispositivo per comunicare e ascoltare musica. Altri iniziano a chiedere certe app perché i loro amici le usano già. E molte volte i genitori sentono che esistono solo due opzioni: dire “ancora no” o dare accesso completo fin dal primo momento. Ma forse c’è un punto intermedio. L’autonomia si impara anche Proprio come impariamo a attraversare una strada poco a poco o a muoverci da soli in città col tempo, anche l’autonomia digitale ha bisogno di accompagnamento. Non si tratta solo di limitare. Si tratta di insegnare. Di aiutarli a capire: cosa condividono, con chi parlano, quanto tempo passano davanti allo schermo, e come relazionarsi con la tecnologia in modo sano. Crescere con la tecnologia non dovrebbe significare crescere troppo in fretta. Un dispositivo può anche accompagnare le fasi Sempre più famiglie cercano strumenti che si adattino meglio a questo processo. Dispositivi che permettano di iniziare dall’essenziale, che accompagnino i primi passi digitali senza esporli prematuramente e che li aiutino a guadagnare indipendenza in modo graduale e naturale. Il primo cellulare di un giovane non è solo un cellulare. In molti casi, è anche l’inizio della sua vita digitale.

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