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SPC presenta una guida per età per aiutare le famiglie a utilizzare la tecnologia durante l'estate, con raccomandazioni di esperti.

SPC presenta una guida per età per aiutare le famiglie a utilizzare la tecnologia durante l'estate, con raccomandazioni di esperti.

In collaborazione con esperti di benessere digitale, SPC ha sviluppato il primo Impegno Digitale Familiare per Età: una guida pratica, organizzata per fasi di sviluppo, che aiuta genitori e figli a stabilire abitudini digitali adeguate al livello di maturità di ogni bambino.

L’estate modifica le routine di genitori e figli e, con più tempo libero e meno orari, emergono conversazioni che spesso restano in secondo piano durante l’anno scolastico. "Sarà troppo presto per dargli un cellulare?" o "E se tutti i compagni ne hanno già uno?" sono alcune delle domande che nascono a tavola e che danno inizio alla riflessione su come la tecnologia debba essere introdotta nell’ambiente familiare.

Per supportare le famiglie in questo processo, specialmente durante il periodo delle vacanze, esperti di benessere digitale hanno sviluppato, insieme a SPC, il primo Impegno Digitale Familiare per Età: una guida con raccomandazioni pratiche per accompagnare il rapporto dei bambini con la tecnologia in ogni fase della loro crescita.

La proposta si basa su un principio essenziale: questo impegno deve essere assunto da tutta la famiglia. Più che definire regole per i più piccoli, l’obiettivo è stabilire un accordo che coinvolga anche gli adulti. I genitori devono impegnarsi a loro volta a un uso responsabile della tecnologia, adottando abitudini come evitare l’uso del cellulare durante i pasti, limitare il proprio tempo davanti allo schermo o privilegiare momenti di attenzione consapevole in famiglia.

Dai 6 ai 10 anni: i primi passi

In questa fase, la tecnologia deve essere utilizzata in modo occasionale e sempre accompagnata da un adulto. Il dispositivo deve essere considerato uno strumento di condivisione e apprendimento in famiglia.

• Usa il dispositivo insieme al bambino, e non solo accanto a lui. Proprio come insegni ad attraversare la strada, devi anche spiegare come usare la tecnologia in modo sicuro. A questa età, la supervisione fa parte del processo di apprendimento.

• Inizia con utilizzi che abbiano un obiettivo concreto. Ascoltare musica, scattare fotografie durante le passeggiate, consultare mappe in vacanza o identificare piante e animali sono esempi di attività che permettono di introdurre la tecnologia in modo utile, in spazi comuni della casa e per periodi di tempo limitati.

Dai 10 ai 12 anni: iniziano a chiedere più autonomia

A questa età, la tecnologia diventa anche uno strumento di socializzazione. Sebbene sia possibile concedere maggiore autonomia, la supervisione rimane essenziale. Anche durante le vacanze, è importante mantenere routine e orari equilibrati.

• Prima di ampliare l'autonomia, valuta il livello di maturità del bambino. Se riesce a interrompere l'uso quando necessario, se parla naturalmente di ciò che fa online e mantiene le altre responsabilità, potrebbe essere pronta a fare il passo successivo. Più dell'età, è la maturità che deve guidare questa evoluzione.

• I videogiochi e le piattaforme video possono avere senso; Social network ancora no. Anche se i coetanei li usano già, l'accesso a questi ambienti digitali richiede un senso critico che è ancora in sviluppo in questa fase.

• Spiega sempre la ragione di ogni limite. Un bambino che comprende il motivo delle regole ha maggiori probabilità di rispettarle. Quando la risposta è solo "perché sì", tenderà a cercare modi per aggirare tali limiti.

Dai 12 ai 14 anni: alla porta della vita sociale

In questa fase, il senso di appartenenza al gruppo assume un'importanza crescente. La conversazione diventa lo strumento principale di accompagnamento, più di qualsiasi controllo tecnico. L'estate porta più tempo trascorso con gli amici e nuove esperienze digitali, rendendo questo un momento privilegiato per parlare di gruppi di messaggi, foto condivise e altre sfide del mondo digitale.

• Dialoga, non sorvegliare. Se gli adolescenti sentono di essere sorvegliati di nascosto, smettono di fidarsi. Al contrario, quando sanno di poter parlare senza timore, si rivolgono naturalmente ai genitori ogni volta che ne hanno bisogno. A questa età, la fiducia è il miglior meccanismo di protezione.

• Rivedete insieme e in modo trasparente. L'obiettivo è proteggere, mai spiare. La differenza tra questi due approcci è evidente per gli adolescenti e influenza direttamente il rapporto di fiducia.

• Mantieni con serenità il limite riguardo ai social network. Questi anni devono servire da preparazione per il momento in cui l'accesso avverrà. È importante conversare, sviluppare lo spirito critico e costruire la fiducia necessaria per questa nuova fase.

Dai 14 ai 16 anni: dal controllo alla fiducia

In questa fase, l'autonomia è già significativa e il ruolo dei genitori non si limita più a stabilire confini, ma assume una funzione di supporto ogni volta che sorgono difficoltà. Le vacanze rappresentano anche una buona occasione per affrontare temi come la privacy, le pubblicazioni, la geolocalizzazione e l'importanza di non dover condividere tutto online.

• Mostra fiducia man mano che l'adolescente dimostra maturità. Un controllo eccessivo può allontanarlo invece di proteggerlo. Più grande è la capacità di autoregolazione e la fiducia reciproca, maggiore sarà l'autonomia concessa.

• Parla apertamente dei social network. Dai 14 anni in su, i minori possono creare legalmente profili su queste piattaforme. L'ideale è che questo momento sia accompagnato da una conversazione su privacy, impronta digitale e sicurezza online.

• Sii la sua rete di sicurezza, non il suo sorvegliante. La cosa più importante è che sappia di poter contare sui genitori quando si presenta un problema, senza paura di essere punito. Meno controllo, ma più presenza.

Il Patto Digitale Familiare per Età è una guida fornita da SPC affinché le famiglie possano scaricarla, discuterla e adattarla alla propria realtà. Per i genitori che cercano dispositivi progettati per accompagnare bambini e adolescenti in modo progressivo e responsabile, SPC ha sviluppato il WUUM ONE, il WUUM TAB e l'app di controllo parentale SPC Circles.

O SPC WUUM ONE inizia a funzionare come un semplice lettore musicale e può evolvere gradualmente fino a diventare il primo smartphone del bambino. Questa evoluzione è gestita dai genitori tramite l'app SPC Circles, integrato nel dispositivo, permette di attivare funzionalità e applicazioni in base alla maturità del bambino e alle esigenze della famiglia.

Invece il SPC WUUM TAB, un tablet anch'esso evolutivo, include inoltre l'applicazione Circles preconfigurata ed è stato sviluppato per offrire le prime esperienze di apprendimento e intrattenimento digitale.

Dalla configurazione iniziale del WUUM ONE o del WUUM TAB, l'applicazione SPC Circles guida genitori e figli nella definizione di un insieme di abitudini e regole per l'uso dei dispositivi, che entrambi si impegnano a rispettare. Successivamente, in base all'età e alla maturità del bambino, l'app stessa suggerisce una configurazione adeguata del dispositivo, sviluppata in collaborazione con esperti di benessere digitale, che ogni famiglia può accettare o adattare alla propria realtà.

Attraverso l'applicazione, è anche possibile gestire il tempo totale di utilizzo dei dispositivi o di ogni singola applicazione, creare chat private e sicure, approvare contatti, supervisionare le applicazioni e definire regole di utilizzo valide per tutta la famiglia.