Da SPC cerchiamo sempre di ridurre il divario digitale nella fascia di popolazione senior attraverso dispositivi tecnologici con caratteristiche appositamente concepite per questo profilo di utente a cui ci sentiamo profondamente legati.
Per rafforzare questo impegno, in occasione della II Edizione della Settimana degli Anziani, ci siamo associati con la Fondazione Amici degli Anziani al fine di supportare le preziose iniziative che la fondazione realizza a beneficio degli utenti senior. Per questo, lanciamo un appello alla solidarietà della società e invitiamo gli utenti a fare donazioni a tale fondazione tramite il nostro sito web www.spc.es. In segno di gratitudine verso quegli utenti che effettueranno donazioni, invieremo con tutto il nostro affetto uno dei nostri dispositivi destinati agli utenti senior. Le donazioni possono essere di 5, 10, 15 o 20 euro e, per ciascuna di queste donazioni, l’utente riceverà gratuitamente una radio ICY MAX, un diffusore di aromi a ultrasuoni SPC NERTA, una bilancia intelligente SPC ATENEA FIT 2 o una radioclock con ricarica wireless per il cellulare SPC FRODI QI, rispettivamente. Visita il microsito che abbiamo sviluppato con tutte le informazioni e i passaggi da seguire per collaborare a questa iniziativa.

Di seguito, Miriam Millán, coordinatrice della comunicazione e raccolta fondi di Amici degli Anziani, ci presenta in prima persona la fondazione.
Raccontaci cos’è Amici degli Anziani
Siamo una Fondazione che, dal 1987, lotta contro la solitudine indesiderata delle persone anziane, grazie al lavoro del volontariato. Attraverso diversi programmi e progetti, accompagniamo emotivamente le persone anziane che soffrono di solitudine indesiderata. Oltre a questo accompagnamento, durante tutto l’anno organizziamo diverse attività e momenti di socializzazione, molti dei quali nell’ambito di grandi festività come Natale, le Fallas, Sant Jordi o San Isidro.
D’altra parte, l’ente promuove anche campagne con l’obiettivo di sensibilizzare la società e far riflettere sull’importanza di combattere la solitudine indesiderata e di rispettare le persone anziane.
La sua storia risale al 1946 a Parigi, una volta terminata la Seconda Guerra Mondiale, cosa cambiò allora per le persone anziane?
Le origini di Amici degli Anziani si collocano nel 1946 quando a Parigi, in un contesto di dopoguerra, nacque Les Petits Frères des Pauvres, un’organizzazione che aveva come obiettivo iniziare un processo di supporto emotivo a tutte le persone anziane che avevano perso le loro famiglie o il loro ambiente.
Frutto dell’interesse di un gruppo di persone per il lavoro e la filosofia dell’organizzazione francese, Amici degli Anziani nasce a Barcellona nell’ottobre 1987 e dalla sua creazione offre i suoi servizi a persone anziane che si sentono sole e si trovano in una situazione di isolamento sociale.
Attualmente, com’è il rapporto della nostra società con gli anziani? Quali punti in comune si mantengono da quel lontano 1946 e in cosa siamo migliorati?
La vecchiaia è una fase importantissima nella vita di ogni persona, anche se negli ultimi anni la società si è resa conto del problema della solitudine indesiderata. La solitudine nella vecchiaia è un fenomeno in cui una persona vive in base alla sua percezione della mancanza di relazioni e/o insoddisfazione. Questo fa sì che un periodo così bello come la vecchiaia si trasformi nel più lungo e solitario. La società tende a isolare e discriminare le persone anziane per motivi di età.
Come principale punto in comune con le nostre origini, evidenziamo la promozione del volontariato, grazie al quale, già nel 1946 in Francia si poté iniziare a combattere la situazione vissuta da migliaia di persone anziane. Oggi, le persone volontarie continuano a essere il motore della fondazione e quelle che rendono possibile lo sviluppo dei programmi di accompagnamento emotivo che promuoviamo.
Come si può continuare a migliorare?
Come società, c’è molto lavoro da fare per far sì che le persone anziane vivano con dignità e rispetto questa fase così importante della vita. Per esempio, l’età è la terza causa di discriminazione nella nostra società, quindi è necessaria la sensibilizzazione per fare in modo che l’ageismo non faccia parte della nostra quotidianità. In definitiva, sia gli organismi pubblici sia la società devono continuare a lavorare per una vecchiaia dignitosa e libera da stereotipi.
In SPC offriamo tecnologia appositamente progettata e adattata alle esigenze delle persone anziane. Come pensi che la tecnologia possa collaborare in tutto questo?
In relazione alla solitudine indesiderata contro cui lotta Amici degli Anziani, la tecnologia è una grande alleata nel fornire diversi strumenti per connettere le persone anziane con amici, familiari o volontari della nostra entità.
Tuttavia, è importante sottolineare che esiste un divario digitale generazionale che impedisce a migliaia di persone anziane di accedere alla tecnologia che potrebbe facilitare la socializzazione. Bisogna promuovere strumenti inclusivi.
Tra i vostri obiettivi c’è quello di cambiare la definizione di “vecchiaia” nella RAE, perché? Qual è la definizione che Amici degli Anziani propone?
La definizione attuale è discriminatoria e utilizza termini negativi come “acciacchi, manie…” o “volgare”. Attribuisce alla “vecchiaia” un significato peggiorativo e carico di pregiudizi.
Per questo, da Amici degli Anziani chiediamo che si cambino le accezioni discriminatorie con altre che siano inclusive, neutrali e che rappresentino ciò che realmente significa la vecchiaia.

Quali consigli date dalla fondazione per godere di una migliore qualità di vita delle persone anziane a quelle persone anziane che sono sole?
A tutte quelle persone anziane che sentono solitudine indesiderata, diciamo che la nostra entità è qui per aiutarle a combattere questa situazione. Grazie all’accompagnamento emotivo delle persone volontarie e alle attività di socializzazione che organizziamo, si sentiranno di nuovo accompagnate e potranno fare amicizie.
E a tutte quelle altre persone che possono conoscere qualcuno di età avanzata che vive da solo?
La prima cosa, se sono consapevoli che la persona anziana soffre di solitudine indesiderata, è fare il possibile per evitare che si senta così. Per esempio, chiamare regolarmente quella persona può aiutarla a sentirsi meglio e a uscire dall’isolamento in cui vive.
D’altra parte, possono anche mettersi in contatto con Amici degli Anziani e spiegarci la situazione, affinché, se la persona anziana lo desidera, possiamo illustrarle il nostro lavoro e incoraggiarla a far parte della fondazione.
Stiamo celebrando la II Settimana degli Anziani di SPC, una settimana in cui abbiamo avviato diverse azioni di sensibilizzazione e informazione alla società sull’importanza di offrire agli anziani una buona qualità di vita. Il 1° ottobre si celebra ogni anno la Giornata Internazionale delle Persone Anziane, perché bisogna continuare a celebrare questa giornata?
È una giornata di riconoscimento e rivendicazione che l’ente utilizza come megafono per reclamare i diritti delle persone anziane e continuare a rendere visibile la situazione di solitudine e isolamento in cui vivono migliaia di persone anziane e il problema sociale che ciò comporta.
Da SPC vogliamo collaborare con il nostro piccolo contributo lanciando un appello alla solidarietà dei nostri utenti affinché possano fare donazioni di 5, 10, 15 e 20€ alla vostra associazione e, in cambio, noi offriamo loro un prodotto di valore molto superiore. In quali altri modi le persone possono aiutare e collaborare con la vostra associazione?
Le modalità di collaborazione con l’ente sono molto varie e possono andare dal contributo economico come socio o donatore alla dedizione di tempo come persona volontaria:
Possono fare un donativo, diventare soci della fondazione o acquistare prodotti dal nostro negozio solidale.
D’altra parte, possono collaborare diventando persone volontarie.
Un altro modo per collaborare è attraverso qualsiasi iniziativa solidale che abbiano in mente.
Possono anche coinvolgere le loro aziende.
Fino a che punto la solidarietà è necessaria affinché Amici degli Anziani continui a funzionare? Cosa coprono le donazioni che ricevete?
Per qualsiasi ente sociale, la solidarietà delle persone è fondamentale per poter andare avanti. Nel nostro caso, ciò che riceviamo da soci e donatori è una delle principali fonti di entrate dell’ente.
Le donazioni ci permettono di crescere e raggiungere più persone anziane che ne hanno bisogno, organizzare durante tutto l’anno attività di socializzazione e sviluppare diversi programmi e progetti destinati a migliorare la qualità della vita delle persone anziane.